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Il ministro esautorato da se stesso

I cittadini ticinesi scendono in campo e fanno sentire la propria voce quando lo Stato gira la faccia dall’altra parte.

Il 10 aprile scorso è stato presentato il gruppo di lavoro “STOP ARP“, un insieme di cittadini che si propone lo scopo di fare ciò che il Dipartimento delle Istituzioni non vuole fare.

Prima di lasciarvi al video della serata, organizzata dall’Onorevole Orlando Del Don, da Orlando De Maria in collaborazione con Remzi Durmishi, va sottolineato che tra i grandi assenti, oltre ai Presidenti delle ARP, spiccava anche il Ministro Gobbi, lo stesso che ad inizio marzo sosteneva che le polemiche vanno sostituite con il dialogo e che, al momento di scendere tra i comuni mortali e dialogare, è andato altrove. Alle frasi senza senso e alle mezze verità del ministro Gobbi siamo abbastanza abituati, quindi la sua assenza non stupisce affatto. Ci vuole coraggio ad assumersi le proprie responsabilità.

Il Ministro Gobbi va rieletto, portato in tribunale, va messo in condizione di porre fine al dissesto delle Istituzioni e poi va rimosso. Potrebbe essere una lezione di trasparente democrazia.

10 aprile: i ticinesi riprendono in mano le loro vite

Save the date! Se avete impegni, spostateli. Il 10 aprile al Ristorante Alla Bricola di Rivera, alle 20.15 ci sarà la prima serata del gruppo STOPARP, durante la quale verranno illustrati sia il modus operandi delle Autorità Regionali di Protezione sia gli abusi che vengono ripetutamente perpetrati.

Non è una cena e l’entrata è ovviamente libera. Il Ristornate ha messo a disposizione una sala, la consumazione è gradita (un caffè è sufficiente).

Ancora prima di essere l’inizio di una “rivoluzione” (pacifica, ovviamente), ancora prima di essere il manifestarsi di intenti comuni, questa serata insegna che, uniti, si possono cambiare le cose.

Di più, insegna che quando politici come Norman Gobbi dicono di avere le mani legate davanti a questi scempi, si manifestano in tutta la loro pochezza umana.

Perché partecipare? Perché nessuno è immune dalle ARP. Volete sapere come e perché? Ci si vede il 10 aprile a Rivera.

10 aprile 2015 - ore 20,15 - Ristorante La Bricola - Rivera
10 aprile 2015 – ore 20,15 – Ristorante La Bricola – Rivera

I ticinesi? Sono tutti scemi…

Tra poco più di un mese i ticinesi andranno alle urne per eleggere il Governo. I partiti, con i rispettivi organi di stampa, lanciano proclami che hanno dell’incredibile. È scesa la disoccupazione, sono calati i crimini, la popolazione è felice e la polizia fa inseguimenti rocamboleschi durante saghe popolari per assicurare alla giustizia criminali pericolosissimi ricercati anche all’estero. La situazione economica, certo, non è rosea, ma gli ammortizzatori sociali funzionano bene e i cittadini in difficoltà trovano conforto nell’aiuto dello Stato.

Poi scopri che un cittadino italiano è stato condannato a 17 mesi di galera per una serie di reati. Pena inflitta con la condizionale (siamo a dicembre del 2013) a patto che il signore in questione lasci il Ticino. È quindi lecito attendersi che il signore o abbia raggiunto l’Italia o stia scontando la pena in una struttura carceraria.

Questo signore frequenta con regolarità le Istituzioni ticinesi, perché bisognoso dell’intervento dello Stato in diversi ambiti della sua vita. Quindi, come è lecito attendersi, queste diverse istituzioni hanno l’obbligo di annunciare alla Polizia Cantonale dove e quando potranno trovarlo affinché la pena venga eseguita o affinché venga accompagnato al confine.

Infatti gironzola libero per il Malcantone, indisturbato. Verrà anche operato a breve presso un ospedale ticinese.

Espulso per potere contare sulla condizionale, non ha né lasciato il Ticino né ha scontato la pena.

Però la sicurezza aumenta e le istituzioni, come titolano i giornali locali, funzionano alla perfezione.

Altra prova della perfezione delle istituzioni: una signora chiede un aiuto economico alla città di Lugano. A quanto pare però non ci sarebbero i presupposti per poterne godere; detto in altri termini la signora avrebbe un reddito troppo alto per potere contare su un intervento da parte della cosa pubblica. Il condizionale è doveroso, ma nulla toglie alla questione principale: un impiegato comunale si da’ da fare per trovare chi è disposto a firmargli in bianco l’autorizzazione a procedere con il pubblico aiuto. “Tu firma il modulo, poi lo riempio io”, scrive in un’email indirizzata a chi ha il potere di firma.

Quando un ticinese ha bisogno di aiuto economico si rivolge, magari con un filo di vergogna, agli uffici preposti. Deve portare prove del reddito, delle spese ricorrenti, dello stato dei pagamenti che ha effettuato e, fino a qui, tutto è lecito e comprensibile.

Non si comprende però perché questo impiegato comunale, nel caso specifico, faccia tutta una serie di eccezioni per questa signora, fino al punto di cercare qualcuno disposto a firmare in bianco e quindi a prendersi le responsabilità del caso se in futuro venissero riscontrate irregolarità.

Però in Ticino tutto fila liscio, le istituzioni fanno tutto bene, sono inattaccabili e i cittadini devono crederci. Perché se non ci credi e poni domane, parte la solita campagna denigratoria.

Per qualcuno i ticinesi sono tutti scemi e credono a qualsiasi fandonia venga loro raccontata dai media. La politica che vuole avvilire l’intelligenza degli elettori. Storia già vista e rivista.

In chiusura: mentre un condannato gironzola a piede libero, il supercriminale di cui si parlava all’inizio, non era altro che un diversamente abile. Insomma, nulla a che vedere con un pericoloso figuro ricercato anche all’estero.

Norman Gobbi si supera e alle bugie replica con altre bugie

“Prendo atto dell’articolo pubblicato il 5 marzo da questa testata, a firma Orlando De Maria, e prendo pure atto della risposta dell’onorevole Gobbi il quale, ad ulteriore e non necessaria conferma, certifica il suo essere completamente fuori luogo, fuori tema e fuori da ogni contesto.

Benché io abbia un blog non sono una blogger, esattamente come chiunque possegga un orto non è un contadino. Non ho nessun interesse personale, cosa che ho già ribadito all’onorevole allorquando, nei giorni scorsi, ha avanzato la stessa sciagurata ipotesi in un’email che mi ha indirizzato.

Quindi non solo ha mentito nel rispondere alle domande che gli ho posto, domande che peraltro ha prima giudicato superficiali e ora invece definisce “in apparenza legittime”, sottolineando così un disagio che avrebbe potuto non enfatizzare giacché palesemente evidente nelle risposte con cui ha onorato la mia umile intervista ma, imperterrito, continua a mentire ora dando disperato risalto a presunti interessi personali già esclusi dalla sottoscritta. Nessun interesse personale, a meno che dare voce alle centinaia di cittadini le cui vite sono state irrimediabilmente compromesse dalle ARP non rientri in tale accezione.

Ritengo quindi necessario ridimensionare l’intervento dell’onorevole Gobbi su questa testata ad un tentativo, peraltro non riuscito, di sviare il reale tenore della discussione, ovvero le sue menzogne.

Le osservazioni che ho fatto sul mio blog alle risposte fornite dal direttore Gobbi erano e rimangono doverose: ha mentito ai cittadini e ne prenda atto, limitandosi a mettere in discussione le mie capacità professionali sulle quali può ovviamente sentirsi libero di recriminare.

Se è particolarmente infastidito dal fatto che le mie repliche fossero più lunghe delle sue risposte ognuno tragga i suoi spunti per le rispettive carriere: io cercherò di imparare l’arte della sintesi, lui impari quella delle risposte più precise e puntuali.

Anche ciò va però confinato in un ruolo secondario, lasciando ampio spazio a quello principale: l’onorevole Gobbi ha mentito ai cittadini e, ancora, ritiene che il malfunzionamento delle ARP sia presunto, condizione che obbliga a credere o che le centinaia di cittadini profondamente colpiti dall’agire fuori controllo delle ARP siano altrettanto presunti oppure che Gobbi non abbia in mano la situazione.

Se dopo il voto di aprile l’onorevole Gobbi, al quale formulo i miei sinceri auguri, verrà rieletto e decidesse di dirigere ancora il dipartimento delle istituzioni, potrà impegnarsi per correggere il sistema abusante che le ARP fomentano pressoché indisturbate anche perché, dall’alto, c’è chi preferisce lanciarsi in discutibili risposte a mezzo stampa, piuttosto che impegnarsi per migliorare la vita dei cittadini che di sua spontanea volontà ha deciso di rappresentare.

Sarebbe necessaria la riconferma di Gobbi, così potrà finalmente fungere da motore al cambiamento di una situazione, quella delle ARP, che mina fortemente il futuro di tante persone”.

***

Questa replica è stata inviata al Corriere del Ticino che non ha voluto pubblicarla. Mi ha scritto il direttore Fabio Pontiggia sostenendo, in pratica, che avrei dovuto replicare quello che voleva lui.

Il Corriere del Ticino non mi ha dato il diritto di replica come sancisce la legge svizzera.
Quella legge che io non conoscerei.

Il Corriere del Ticino si è affrettato per dare spazio all’opinione del direttore del dipartimento delle istituzioni del proprio cantone che non ha speso una parola sulle sue menzogne e sul proprio lavarsi le mani in merito all’operato delle ARP. Non si è scusato con i suoi connazionali ma ha continuato a sostenere il falso, ha lanciato offese insensate mentre sottolineava che Orlando De Maria era suo vicino di casa ad Ambrì.

Erano vicini di casa ad Ambrì.

Ok.

Qui, un “simpatico” articolo con documenti, sull’indipendenza del Direttore di cui sopra.

Ognuno tragga le proprie conclusioni.

Detto ciò, la replica che il Corriere del Ticino si è rifiutato di pubblicare è stata invece resa nota da alcuni portali svizzeri il 10 marzo 2015.

 

 

 

La faccenda Gobbi non si placa. E fanno tutto loro…

Il Mattino della Domenica, organo di stampa de La Lega dei Ticinesi, mi ha dedicato un intero articolo (uella!) intitolato “Quando la Mosca si crede un’aquila”. Di questo articolo vanno apprezzati la “M” maiuscola che denota una discreta conoscenza della lingua italiana da parte dell’articolista e “aquila” scritto correttamente. Due punti a favore di un intervento, una volta tanto, non del tutto sgrammaticato.

Esauriti i punti a favore, il divertente articolo, sottolinea come un’italiana che “ronza nell’orbita della Pontificatrice originaria di Oliveto Citra in provincia di Salerno” non sia in grado né di intendere né di volere. E questo perché “Gobbi non può fare nulla per riportare alla normalità la condotta delle ARP”.

Poiché, continua l’articolo, non conosco le leggi svizzere devo tacere. In realtà ciò che va rimproverato al Ministro Gobbi (vedi miei post precedenti) è quello di avere deliberatamente mentito ai cittadini, tutti, e non solo a quelle persone che sono strette dalle maglie delle ARP.

Poiché non conosco le leggi, continua l’articolo, non ho il diritto di sostenere che un Ministro, informato di fatti di rilevanza penale, abbia il dovere specifico di attivare d’ufficio quei canali (in questo caso la Procura) che possono verificare l’accaduto, fosse anche con il compito di fugare dubbi.

La richiesta che ho inoltrato a “Il Mattino della Domenica” di volere pubblicare una mia breve replica, così come sancito dal Codice Civile svizzero agli articoli 28g e seguenti, non ha avuto seguito perché non conosco le leggi.

Infine è doveroso ringraziare gli autori delle tante manifestazioni di stima che, negli ultimi giorni e soprattutto nelle ultime ore, arrivano all’indirizzo email stoparp.ticino@gmail.com. Benché ne sia lusingata, invito anche chi vuole raccontare la sua storia a farne uso.

#STOPARP

Aggiornamento: il 09/03/2015, il Mattino online ha pubblicato la mia risposta. Non è stata pubblicata anche sul cartaceo (per quanto ne so ma potrei sbagliare). Non conoscerei le leggi svizzere ma so che la risposta ad un articolo sul cartaceo dovrebbe essere pubblicata sul cartaceo dandole lo stesso spazio e rilevanza. In ogni caso, apprezzo la pubblicazione della mia risposta, seppur solo online, da parte de Il  Mattino; al contrario di ciò che ha fatto Il Corriere del Ticino.

Eccola:

In relazione all’articolo apparso sul “Il Mattino della Domenica”, relativo alle critiche mosse dalla sottoscritta all’Onorevole Gobbi, è doveroso e necessario fare notare quanto segue:

1. La separazione dei poteri, in vigore da inizio 2013, non spiega come mai il Ministro Gobbi non sia intervenuto in modo adeguato fino al 31.12.2012, quando ancora le Autorità Regionali di Protezione (ex CTR) sottostavano al diritto amministrativo;
2. Né l’intervento del Ministro del 6 marzo 2015 su “Il Corriere del Ticino” né l’articolo apparso su questo quotidiano in data 8 marzo, approfondiscono il tenore reale delle osservazioni sollevate dalla scrivente, ossia che il Ministro Gobbi ha palesemente mentito ai cittadini, sostenendo di non essere al corrente di fatti invece a lui noti.

Tutto il resto è pura strumentalizzazione che fa parte del gioco ma che non è scopo di nessun organo di informazione.

Gobbi ha deciso (finalmente) di parlare

Ieri ho pubblicato su questo blog la lettera che il signor Orlando De Maria, curatore vicino al mondo delle ARP, ha inviato al quotidiano “Il Corriere del Ticino”.

Poteva mancare la replica dell’Onorevole Gobbi, toccato dalla lettera del signor De Maria? Certo, poteva, ma a Bellinzona non si fanno mancare nulla e, soprattutto, non sanno quando conviene tacere.

Replica del Ministro Gobbi alla lettera apparsa sul Corriere del Ticino del 5 marzo 2015
Replica del Ministro Gobbi alla lettera apparsa sul Corriere del Ticino del 5 marzo 2015

Ecco la replica che il Ministro ha inviato allo stesso quotidiano.

Non aggiungo altro perché l’Onorevole Gobbi disdegna le osservazioni.

L’intervista a cui fa riferimento il Ministro è questa.

E intanto Norman Gobbi tace

AGGIORNAMENTO DELL’ 11 FEBBRAIO 2015, ORE 9:45

L’Onorevole Gobbi si è detto disponibile a rispondere ad alcune domande relative alla situazione delle ARP.

Intanto l’ARP 8 la quale, va ricordato, da sola RIDICOLIZZA LE ISTITUZIONI che di norma sono attendibili, coscienziose e serie, CONTINUA A TACERE.

Il prossimo passo: chiedere lo scioglimento delle ARP 8 e 3, presiedute dall’avvocato Clarissa Torricelli

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AGGIORNAMENTO DEL 10 FEBBRAIO 2015, ORE 10:00

L’Onorevole Gobbi ha risposto ad una mia email. Attendo il suo permesso di pubblicarne il contenuto.

Dal fronte delle ARP nessuna presa di posizione. Situazione inaccettabile che non può essere tollerata. Urge interrogazione parlamentare.

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AGGIORNAMENTO DEL 10 FEBBRAIO 2015, ORE 15:00

Niente novità dal Consiglio di Stato. Nessuna novità da parte dell’ARP 8 che, è ovvio, non tace perché superiore ma perché ridicola, come confermano le decine di testimonianze che mi stanno arrivando soprattutto da stamattina…

Chi parla? Non solo cittadini, ma un numero sempre crescente di nauseati.

Rinnovo l’invito sia ai cittadini interessati sia agli esponenti politici: lasciate un commento (non verrà pubblicato se non dietro esplicita richiesta) oppure scrivete all’indirizzo email stoparp.ticino@gmail.com

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Norman Gobbi, il ministro leghista a capo del Dipartimento delle Istituzioni a cui fanno capo le Autorità Regionali di Protezione (ARP) continua a fare silenzio. E con lui tutta la Lega dei Ticinesi che non perde occasione, dalle pagine virtuali e di carta dei propri organi di stampa, di criticare qualsiasi esponente politico degli altri partiti.

Intanto il ministro Gobbi – perfettamente al corrente di parte degli abusi che le ARP compiono – non sa che pesci prendere e non si decide, almeno a quanto risulta fino ad oggi, a fare intervenire la magistratura ticinese per appurare quelli che sembrano palesi casi di (perlomeno) abusi di ufficio.

Ecco un’ennesima lettera a cui né lui né l’ARP (ovviamente sempre la stessa) osano rispondere, calpestando così i diritti minimi garantiti a tutti, tranne a chi finisce nelle loro maglie.

Nel DOCUMENTO ALLEGATO appaiono  il nome dell’avvocatessa Manuela Fertile così come individuato dall’autore dell’allegato stesso, di una testimone (riportata in caratteri rossi), qui definita come “LA TESTIMONE”, un onorevole ticinese del quale viene omesso per il momento il nome e l’AGNA, l’Associazione Genitori Non Affidatari che – stando ad alcune informazioni – avrebbe accolto l’avvocatessa Fertile tra le proprie fila (!!!!). Cosa piuttosto insolita e inspiegabile giacché l’AGNA si schiera al fianco dei genitori non affidatari.

Intanto i responsabili di questi disastri tacciono. Fanno i forti coi deboli.

Intanto sia su Facebook sia su Twitter è nato l’hashtag #STOPARP.

ARP luganesi: continua la linea dell’abuso

Delle ARP, su questo blog, si è ampiamente parlato. Chi volesse approfondire l’argomento degli abusi perpetrati da queste istituzioni che sono una vera vergogna per il Cantone Ticino, può selezionare l’omonima categoria posta sul lato destro di questo post.

Dopo sette anni (sette anni!) di umiliazioni un cittadino ticinese decide di svuotare il sacco, scrivendo al Direttore del Dipartimento delle Istituzioni del Cantone Ticino, onorevole Norman Gobbi, per chiedergli scusa di non essere più disposto a sopportare oltre.

Dal ministro, ovviamente, non ci si attende nessuna risposta perché, dal 1. gennaio 2013, le ARP sono sotto il controllo del diritto civile e non più sotto l’ala di quello amministrativo. Questi abusi, però, continuano da ben prima del 2013 e, a prescindere da ciò: perché il ministro Gobbi non ha avviato un’indagine? Perché non ha segnalato alla Magistratura ticinese che l’ARP 3 e l’ARP 8 (entrambe di Lugano, entrambe presiedute dall’Avvocato Clarissa Torricelli) avrebbero agito più volte al di fuori della liceità?

Qui una copia della comunicazione inviata a Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle Istituizoni. (LINK)

C’è da sottolineare che, la prima reazione attesa non è quella di un netto interessamento al caso specifico, ma una serie di querele sporte alla volta della mia persona.

Autorità Regionali di Protezione

La Svizzera prevede la tutela dei minori e degli adulti. In tale senso nel Cantone Ticino  sono state create 18 Autorità Regionali di Protezione (ARP), istituzioni in cui viene deciso il destino delle persone che vi ricorrono.

Molte delle persone che, volenti o nolenti, hanno a che fare con una delle 18 ARP si lamentano a grande voce del loro operato.

Il Cantone Ticino ha poco più di 330mila abitanti, 18 ARP sembrano quindi un numero spropositato e, a maggior ragione, appare spropositato il numero di associazioni o movimenti che le contestano apertamente.

C’è il “Movimento Papageno“, c’è l’ “Associazione Genitori Non Affidatari” (AGNA) e, tra le altre, spicca anche l’ “Associazione Inseme Attivi per la Co-genitorialità” (AIACO). Ognuna di queste (e ciò vale anche per quelle non citate) cerca di fare valere i diritti dei minori con modalità e strategie diverse.