Norman Gobbi si supera e alle bugie replica con altre bugie

“Prendo atto dell’articolo pubblicato il 5 marzo da questa testata, a firma Orlando De Maria, e prendo pure atto della risposta dell’onorevole Gobbi il quale, ad ulteriore e non necessaria conferma, certifica il suo essere completamente fuori luogo, fuori tema e fuori da ogni contesto.

Benché io abbia un blog non sono una blogger, esattamente come chiunque possegga un orto non è un contadino. Non ho nessun interesse personale, cosa che ho già ribadito all’onorevole allorquando, nei giorni scorsi, ha avanzato la stessa sciagurata ipotesi in un’email che mi ha indirizzato.

Quindi non solo ha mentito nel rispondere alle domande che gli ho posto, domande che peraltro ha prima giudicato superficiali e ora invece definisce “in apparenza legittime”, sottolineando così un disagio che avrebbe potuto non enfatizzare giacché palesemente evidente nelle risposte con cui ha onorato la mia umile intervista ma, imperterrito, continua a mentire ora dando disperato risalto a presunti interessi personali già esclusi dalla sottoscritta. Nessun interesse personale, a meno che dare voce alle centinaia di cittadini le cui vite sono state irrimediabilmente compromesse dalle ARP non rientri in tale accezione.

Ritengo quindi necessario ridimensionare l’intervento dell’onorevole Gobbi su questa testata ad un tentativo, peraltro non riuscito, di sviare il reale tenore della discussione, ovvero le sue menzogne.

Le osservazioni che ho fatto sul mio blog alle risposte fornite dal direttore Gobbi erano e rimangono doverose: ha mentito ai cittadini e ne prenda atto, limitandosi a mettere in discussione le mie capacità professionali sulle quali può ovviamente sentirsi libero di recriminare.

Se è particolarmente infastidito dal fatto che le mie repliche fossero più lunghe delle sue risposte ognuno tragga i suoi spunti per le rispettive carriere: io cercherò di imparare l’arte della sintesi, lui impari quella delle risposte più precise e puntuali.

Anche ciò va però confinato in un ruolo secondario, lasciando ampio spazio a quello principale: l’onorevole Gobbi ha mentito ai cittadini e, ancora, ritiene che il malfunzionamento delle ARP sia presunto, condizione che obbliga a credere o che le centinaia di cittadini profondamente colpiti dall’agire fuori controllo delle ARP siano altrettanto presunti oppure che Gobbi non abbia in mano la situazione.

Se dopo il voto di aprile l’onorevole Gobbi, al quale formulo i miei sinceri auguri, verrà rieletto e decidesse di dirigere ancora il dipartimento delle istituzioni, potrà impegnarsi per correggere il sistema abusante che le ARP fomentano pressoché indisturbate anche perché, dall’alto, c’è chi preferisce lanciarsi in discutibili risposte a mezzo stampa, piuttosto che impegnarsi per migliorare la vita dei cittadini che di sua spontanea volontà ha deciso di rappresentare.

Sarebbe necessaria la riconferma di Gobbi, così potrà finalmente fungere da motore al cambiamento di una situazione, quella delle ARP, che mina fortemente il futuro di tante persone”.

***

Questa replica è stata inviata al Corriere del Ticino che non ha voluto pubblicarla. Mi ha scritto il direttore Fabio Pontiggia sostenendo, in pratica, che avrei dovuto replicare quello che voleva lui.

Il Corriere del Ticino non mi ha dato il diritto di replica come sancisce la legge svizzera.
Quella legge che io non conoscerei.

Il Corriere del Ticino si è affrettato per dare spazio all’opinione del direttore del dipartimento delle istituzioni del proprio cantone che non ha speso una parola sulle sue menzogne e sul proprio lavarsi le mani in merito all’operato delle ARP. Non si è scusato con i suoi connazionali ma ha continuato a sostenere il falso, ha lanciato offese insensate mentre sottolineava che Orlando De Maria era suo vicino di casa ad Ambrì.

Erano vicini di casa ad Ambrì.

Ok.

Qui, un “simpatico” articolo con documenti, sull’indipendenza del Direttore di cui sopra.

Ognuno tragga le proprie conclusioni.

Detto ciò, la replica che il Corriere del Ticino si è rifiutato di pubblicare è stata invece resa nota da alcuni portali svizzeri il 10 marzo 2015.

 

 

 

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