Mese: aprile 2015

Il ministro esautorato da se stesso

I cittadini ticinesi scendono in campo e fanno sentire la propria voce quando lo Stato gira la faccia dall’altra parte.

Il 10 aprile scorso è stato presentato il gruppo di lavoro “STOP ARP“, un insieme di cittadini che si propone lo scopo di fare ciò che il Dipartimento delle Istituzioni non vuole fare.

Prima di lasciarvi al video della serata, organizzata dall’Onorevole Orlando Del Don, da Orlando De Maria in collaborazione con Remzi Durmishi, va sottolineato che tra i grandi assenti, oltre ai Presidenti delle ARP, spiccava anche il Ministro Gobbi, lo stesso che ad inizio marzo sosteneva che le polemiche vanno sostituite con il dialogo e che, al momento di scendere tra i comuni mortali e dialogare, è andato altrove. Alle frasi senza senso e alle mezze verità del ministro Gobbi siamo abbastanza abituati, quindi la sua assenza non stupisce affatto. Ci vuole coraggio ad assumersi le proprie responsabilità.

Il Ministro Gobbi va rieletto, portato in tribunale, va messo in condizione di porre fine al dissesto delle Istituzioni e poi va rimosso. Potrebbe essere una lezione di trasparente democrazia.

Cinque buoni motivi per votare Gobbi (attenti al loop)

Il Direttore del Dipartimento delle Istituzioni è stato l’esempio per antonomasia di ciò che un ministro non dovrebbe né fare né essere. Per sommi capi (da dire ci sarebbe molto di più), ecco cinque buoni motivi per riconfermarlo:

1. Ha una visione tutta sua della verità

Come tutti i bugiardi è dotato di ottima fantasia e di scarsa memoria. In questo post sostiene di non essere al corrente di situazioni che invece conosce molto bene e, in quest’altro post, continua imperterrito a coprire le proprie bugie con bugie ancora più grandi. Entrambi questi interventi – che il Ministro ha volutamente riempito di “inesattezze” – si snodano attraverso il solito “non posso farci nulla”, frase che piace tanto a quei politici che fanno disastri e non hanno il coraggio di porre rimedio ai propri errori. Infatti, ad ulteriore dimostrazione che “non può farci nulla” e che ha scarsa memoria, arriviamo al punto due…

2. L’ego smisurato del politico

Finito di cercare di convincere (se stesso) che “non può farci nulla”, il 1. aprile su “Il Corriere del Ticino” il Ministro sostiene di prendere da solo tutte le decisioni. “Alle Istituzioni decido solo io”, dice Gobbi. Vista la data di pubblicazione dell’articolo si tratta certamente di uno scherzo, altrimenti non si spiega perché “non può farci nulla”, una manciata di giorni dopo diventa un’esplosione smisurata dell’ego. O decide solo lui, oppure si piega a situazioni in cui non ha alcun peso politico. Tutto ciò ci rimanda al punto 1, un loop senza fine.

3. Egemonia militarista

Le forze dell’ordine sono la sua vera passione, così come il militare. Quando si tratta di riforme relative alla Polizia è sempre in prima linea ed è in trincea con gli  agenti che compiono arresti rocamboleschi, tanto da vantarsene come se fossero suoi. L’ultima sortita del Ministro è relativa alla Festa di San Provino, sagra di paese che quest’anno – ai primi di marzo – è stata teatro di una caccia all’uomo. Un pericoloso criminale ricercato anche in Italia (!! wow !!) è stato arrestato dagli agenti della polizia cantonale proprio durante la festa paesana: qualche giorno dopo però si è scoperto che il pericoloso criminale null’altro era che una persona inerme e disabile. Tutto vero. Il Ministro, per una volta almeno, ha messo da parte il suo ego e ha chiesto scusa per la gaffe. (Quest’ultima frase invece è falsa).

A lui la divisa piace davvero tanto e ha deciso, nel 2014, di fare vedere al mondo quanto è brava e preparata la Polizia del Cantone Ticino. Durante il World Economic Forum di Davos ha insistito affinché anche gli agenti ticinesi fossero ripresi dalle telecamere di tutto il mondo, inviando un nutrito contingente nei Grigioni, lasciando così terreno libero ai ladruncoli di frontiera che hanno preso d’assalto indisturbati il Cantone. A Coldrerio (località ad una manciata di chilometri dal confine con l’Italia) i topi d’appartamento hanno fatto scorpacciate, mettendo a segno sei furti in due ore.

4. Lo Stato è perfetto

Il 10 aprile dei cittadini hanno deciso di prendere in mano la situazione relativa alle Autorità Regionali di Protezione, perché hanno capito che il Ministro Gobbi non è in grado di impedire che queste istituzioni, ormai allo sbando, smettano di perpetrare torti ai cittadini che dovrebbero servire e proteggere. Il Ministro è stato ovviamente invitato, sarebbe stata per lui l’opportunità di scendere tra la gente, capire cosa va migliorato, e attuare le riforme necessarie. Invece è stato il grande assente della serata; il suo messaggio però è arrivato forte e chiaro a tutti: “a me di voi cittadini, dei vostri figli, dei vostri genitori, dei vostri parenti, dei vostri coniugi… non interessa nulla”. I presenti, infatti, hanno preso appunti per non dimenticarsene. Mai.E si entra in un altro loop: i cittadini chiedono a gran voce, il Ministro ignora dicendo di non potere fare niente.

5. I colpi di coda

Anche lui, a pochi giorni dal voto del 19 aprile, si è reso conto che la situazione non è perfettamente rosea, quindi ha deciso di correre ai ripari. Chiunque chieda un permesso di dimora (“permesso B”) o un permesso da frontaliere (“permesso G”) deve esibire l’estratto del casellario giudiziale. Si tratta, così come spiegato dal Governo ticinese stesso, di un abuso: la legge federale prevede la sola autocertificazione del richiedente il permesso. Quindi, una volta entrata in vigore, questa misura verrà probabilmente abrogata da Berna. Ma i cittadini non lo sanno e pensano che Gobbi sia l’uomo dalle soluzioni d’oro. Non pago, il Ministro si è fatto coinvolgere nella polemica sganciata da Christian Vitta (suo concorrente nella corsa al Consiglio di Stato) che reclama la paternità di tale idea, già formulata anni fa’ e respinta da Gobbi stesso. In realtà una simile proposta era stata formulata da Lorenzo Quadri ancora prima di Vitta e, anche in quel caso, era stata cassata poiché inattuabile. Un altro loop.

Quindi, per concludere: troppo facile distruggere il Ticino, ignorare il furore di popolo e poi andarsene. Gobbi va rieletto, ha il dovere di mettere in ordine il disastro che ha fatto e poi, con iniziativa popolare, va destituito. Bastano 15mila firme.