L’ARP 15 affonda la spada: il neonato non vedrà mai casa sua

È nato il 9 giugno e sta benone. È un bellissimo bimbo. Mamma e papà però hanno il cuore a pezzi: gli hanno preparato una bella cameretta, in una casa spaziosa, pulita e ben tenuta. Il piccolo, però, nel suo lettino non ci dormirà. Mai.

L’ARP 15 ha deciso di separare il piccolo dai genitori, e di farlo subito, perché il distacco sarà inevitabile. Perché? Il gruppo STOPARP Ticino sta raccogliendo le prime informazioni, quindi sbilanciarsi è prematuro.

Il bimbo non ha mai lasciato la clinica in cui è nato, la madre uscirà oggi è il piccolo resterà lì. È entrata con il pancione, esce a mani vuote.

Supponiamo, ovviamente per linee teoriche poiché la storia è ancora fumosa, che uno o entrambi i genitori rientrino nel calderone delle “persone a rischio” (di cosa non si sa). Supponiamo che l’ARP 15 abbia tutte le ragioni di temere per la salute del bimbo – ma questa al momento è solo una teoria – e che la misura non sia del tutto fuori luogo.

Supponiamo, e qui non siamo più nell’insieme delle teorie, che prima di dividere un figlio dai genitori debbano essere state attuate una serie di misure atte a scongiurare una rottura definitiva, misure che in questo caso non possono essere state nemmeno concepite, dal momento che il bimbo non ha ancora compiuto la sua prima settimana di vita.

Supponiamo, uscendo anche in questo caso dalla teoria, che lo Stato debba limitare la propria ingerenza nella vita delle persone, così come deciso dal Tribunale Federale e dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e, alla stessa stregua, supponiamo che esistono una quantità impressionante di misure di accompagnamento intermedie sulle quali l’ARP 15 non si è nemmeno soffermata.

La necessità di dividere immediatamente il bimbo dai genitori perché sarà inevitabile farlo in futuro è una mazzata in pieno volto alla fiducia che lo Stato deve a tutti i cittadini e allo scopo dello Stato stesso. Se questa è la linea di pensiero delle istituzioni, allora l’ARP 15 si dimetta in toto, perché è inevitabile – fosse anche con il pensionamento – che chi ci lavora oggi prima o poi dovrà distaccarsene.

Supponiamo anche che il Governo taccia, avallando quindi quelle che sembrano misure scriteriate, e che la popolazione rimanga inerme davanti a questi orrori.

Ora togliete ogni supposizione, perché questa è una storia vera e sta succedendo ora, a Giubiasco.

E se l’ARP 15 non ha messo in atto le misure necessarie (previste dal diritto internazionale) e se l’ARP 15 ha ordinato una perizia senza relativa contro-perizia, e se l’ARP 15 non ha vagliato altre misure meno drastiche, allora la soluzione è una e una sola: tutti a casa.

Le reazioni sui social

Su invito di Orlando De Maria ed Orlando Del Don, molti ticinesi stanno inviando un’email all’ARP 15 chiedendole di rivedere questa presa di posizione. Aleggia un sentimento di sdegno ed incredulità e sono poche le persone che si chiedono come mai il perché di questa separazione; arrivano da ogni parte – anche dall’Italia – messaggi di sostegno alla famiglia del bimbo.

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Questo è il testo che cittadini hanno inviato via email all’ARP 15. Chiunque può unirsi inviando questo testo e/o personalizzarlo come ritiene più opportuno.

Indirizzo email: arp15@giubiasco.ch

Oggetto: Giù le mani dalla famiglia di Petra Poretti

Egregi Signori,
apprendo con stupore che a Petra Poretti verrà sottratto il figlio, in nome di un “supremo interesse”, quello del minore, che non può subire torto maggiore della innaturale divisione dai genitori biologici.
Qualunque sia il motivo che spinge la Lodevole ARP 15 ad agire in tale senso, si tratta di una palese illegalità alla quale il buon senso offre una variegata serie di alternative che vanno dall’accompagnamento sociale all’affiancamento di esperti che possano aiutare la madre a svolgere in modo esemplare i suoi compiti.
Mi dissocio da questo modo di agire e, qualora nascesse un’azione congiunta patrocinata dai cittadini del Cantone Ticino tesa a fare rientrare questa discutibile decisione, vaglierò l’ipotesi di aderirvi.
Grazie per l’attenzione, cordiali saluti.

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