Banche e burocrazia: Renzi è poco chiaro con il popolo italiano

L’Europa non può diventare l’Europa delle burocrazie e delle banche

Lo ha detto il nostro Premier a Bolzano, anche per rispondere alle critiche di Jens Weidman, presidente della Bundesbank.

Va tralasciato, almeno per il momento, il fatto che tutto quanto sostenuto da Renzi è pura retorica e non ha citato un solo modo, neppure uno solo, per fare riprendere all’Italia quell’autostima che sostiene (a ragione) sia andata persa.

Il nocciolo del discorso, invece, ruota attorno alle banche che non sono solo il termometro degli andamenti economici ma sono sia il lato piretico sia quello antipiretico che fanno salire o scendere la febbre.

Un anno fa CONSOB ha regolamentato l’equity crowdfunding, ossia la raccolta di capitale a rischio, limitandolo però alle aziende definite “innovative”. Un’opera incompiuta perché se è vero che altri Paesi si stanno ispirando all’Italia per definire a loro volta le regole che lo regolamentano, è pure vero che non renderlo accessibile a tutte le imprese è (quasi del tutto) inutile.

Il crowdfunding, nelle sue molteplici forme, permette a qualsiasi risparmiatore di partecipare alla creazione di un prodotto o di un servizio, fino ad acquistare quote dell’azienda che lo produce. Relegarlo solo alle aziende “innovative” taglia una gran fetta di potenzialità allo strumento; sono relativamente poche le persone capaci di comprendere la reale portata di un progetto altamente tecnologico. Se il crwodfunding, detto anche “finanziamento dal basso”, fosse esteso a qualsiasi attività (ristoranti, agenzie viaggio, attività commerciali, eccetera) ne gioverebbe l’economia intera.

Quelle meno entusiaste sarebbero le banche, incapaci – almeno sul breve periodo – di affrontare sotto nuova luce l’erogazione del credito privato (nell’ultimo semestre in calo del 3,5% in Italia, dopo altri semestri chiusi con il “segno meno”) sapendo che il richiedente potrebbe rivolgersi altrove ancora prima di sottoporre la propria richiesta ad un istituto di credito.

E’ quindi necessario che Renzi valuti l’ipotesi (necessaria fino ad essere vitale) di allargare le aree di competenza del crowdfunding, perché altrimenti l’Italia resterà feudo delle banche.

Fissare la telecamera e lasciarsi andare a dichiarazioni deboli, facilmente opinabili e fasulle tanto da essere imbarazzanti, non rida’ all’Italia i mezzi per ricostruire quell’ “autostima” che il Premier asserisce essere venuta meno.

 

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