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Il ministro esautorato da se stesso

I cittadini ticinesi scendono in campo e fanno sentire la propria voce quando lo Stato gira la faccia dall’altra parte.

Il 10 aprile scorso è stato presentato il gruppo di lavoro “STOP ARP“, un insieme di cittadini che si propone lo scopo di fare ciò che il Dipartimento delle Istituzioni non vuole fare.

Prima di lasciarvi al video della serata, organizzata dall’Onorevole Orlando Del Don, da Orlando De Maria in collaborazione con Remzi Durmishi, va sottolineato che tra i grandi assenti, oltre ai Presidenti delle ARP, spiccava anche il Ministro Gobbi, lo stesso che ad inizio marzo sosteneva che le polemiche vanno sostituite con il dialogo e che, al momento di scendere tra i comuni mortali e dialogare, è andato altrove. Alle frasi senza senso e alle mezze verità del ministro Gobbi siamo abbastanza abituati, quindi la sua assenza non stupisce affatto. Ci vuole coraggio ad assumersi le proprie responsabilità.

Il Ministro Gobbi va rieletto, portato in tribunale, va messo in condizione di porre fine al dissesto delle Istituzioni e poi va rimosso. Potrebbe essere una lezione di trasparente democrazia.

I ticinesi? Sono tutti scemi…

Tra poco più di un mese i ticinesi andranno alle urne per eleggere il Governo. I partiti, con i rispettivi organi di stampa, lanciano proclami che hanno dell’incredibile. È scesa la disoccupazione, sono calati i crimini, la popolazione è felice e la polizia fa inseguimenti rocamboleschi durante saghe popolari per assicurare alla giustizia criminali pericolosissimi ricercati anche all’estero. La situazione economica, certo, non è rosea, ma gli ammortizzatori sociali funzionano bene e i cittadini in difficoltà trovano conforto nell’aiuto dello Stato.

Poi scopri che un cittadino italiano è stato condannato a 17 mesi di galera per una serie di reati. Pena inflitta con la condizionale (siamo a dicembre del 2013) a patto che il signore in questione lasci il Ticino. È quindi lecito attendersi che il signore o abbia raggiunto l’Italia o stia scontando la pena in una struttura carceraria.

Questo signore frequenta con regolarità le Istituzioni ticinesi, perché bisognoso dell’intervento dello Stato in diversi ambiti della sua vita. Quindi, come è lecito attendersi, queste diverse istituzioni hanno l’obbligo di annunciare alla Polizia Cantonale dove e quando potranno trovarlo affinché la pena venga eseguita o affinché venga accompagnato al confine.

Infatti gironzola libero per il Malcantone, indisturbato. Verrà anche operato a breve presso un ospedale ticinese.

Espulso per potere contare sulla condizionale, non ha né lasciato il Ticino né ha scontato la pena.

Però la sicurezza aumenta e le istituzioni, come titolano i giornali locali, funzionano alla perfezione.

Altra prova della perfezione delle istituzioni: una signora chiede un aiuto economico alla città di Lugano. A quanto pare però non ci sarebbero i presupposti per poterne godere; detto in altri termini la signora avrebbe un reddito troppo alto per potere contare su un intervento da parte della cosa pubblica. Il condizionale è doveroso, ma nulla toglie alla questione principale: un impiegato comunale si da’ da fare per trovare chi è disposto a firmargli in bianco l’autorizzazione a procedere con il pubblico aiuto. “Tu firma il modulo, poi lo riempio io”, scrive in un’email indirizzata a chi ha il potere di firma.

Quando un ticinese ha bisogno di aiuto economico si rivolge, magari con un filo di vergogna, agli uffici preposti. Deve portare prove del reddito, delle spese ricorrenti, dello stato dei pagamenti che ha effettuato e, fino a qui, tutto è lecito e comprensibile.

Non si comprende però perché questo impiegato comunale, nel caso specifico, faccia tutta una serie di eccezioni per questa signora, fino al punto di cercare qualcuno disposto a firmare in bianco e quindi a prendersi le responsabilità del caso se in futuro venissero riscontrate irregolarità.

Però in Ticino tutto fila liscio, le istituzioni fanno tutto bene, sono inattaccabili e i cittadini devono crederci. Perché se non ci credi e poni domane, parte la solita campagna denigratoria.

Per qualcuno i ticinesi sono tutti scemi e credono a qualsiasi fandonia venga loro raccontata dai media. La politica che vuole avvilire l’intelligenza degli elettori. Storia già vista e rivista.

In chiusura: mentre un condannato gironzola a piede libero, il supercriminale di cui si parlava all’inizio, non era altro che un diversamente abile. Insomma, nulla a che vedere con un pericoloso figuro ricercato anche all’estero.

Gobbi ha deciso (finalmente) di parlare

Ieri ho pubblicato su questo blog la lettera che il signor Orlando De Maria, curatore vicino al mondo delle ARP, ha inviato al quotidiano “Il Corriere del Ticino”.

Poteva mancare la replica dell’Onorevole Gobbi, toccato dalla lettera del signor De Maria? Certo, poteva, ma a Bellinzona non si fanno mancare nulla e, soprattutto, non sanno quando conviene tacere.

Replica del Ministro Gobbi alla lettera apparsa sul Corriere del Ticino del 5 marzo 2015
Replica del Ministro Gobbi alla lettera apparsa sul Corriere del Ticino del 5 marzo 2015

Ecco la replica che il Ministro ha inviato allo stesso quotidiano.

Non aggiungo altro perché l’Onorevole Gobbi disdegna le osservazioni.

L’intervista a cui fa riferimento il Ministro è questa.